LE NUOVE PREVISIONI 

 

Il 2 marzo 2016 è stato definitivamente approvato il disegno di legge sull’omicidio stradale che introduce nel codice penale i delitti di omicidio e lesioni personali stradali, aggravati per chi fugge o pone in essere infrazioni del codice della strada ritenute particolarmente pericolose. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (ancora non avvenuta al 14.03.2016) e l’ordinario periodo di vacatio legis, sarà legge a tutti gli effetti.

L’adozione di tale normativa ha conosciuto un iter parlamentare piuttosto accidentato ed è, per la verità, avvenuta soprattutto su impulso dell’opinione pubblica, che percepiva come troppo mite il trattamento sanzionatorio destinato ai responsabili di queste condotte. La risposta del legislatore ha dimostrato particolare rigore e severità, quasi a voler supporre che basti il “pugno duro” della minaccia sanzionatoria per portare sicurezza sulle strade.

Peraltro, è doveroso premettere che nel nostro ordinamento era già prevista una sanzione aggravata per l’omicidio colposo commesso con violazione delle norme del codice della strada rispetto all’omicidio e alle lesioni colpose “ordinarie”.

La novità sta nel fatto che vengono previste delle autonome fattispecie di reato. In particolare, viene introdotto il delitto di omicidio stradale, graduato su tre varianti: la prima previsione contempla l’ipotesi base generale, confermando la pena già prevista fino ad oggi (da 2 a 7 anni) per la condotta in violazione del codice della strada che causa la morte di una persona; la seconda fattispecie prevede una ipotesi speciale con cornice edittale fortemente afflittiva (da 8 a ben 12 anni di reclusione) per chi provoca un decesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza grave, vale a dire presentando un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro; la terza prevede, infine, la reclusione da 5 a 10 anni se il fatto è commesso da soggetto in stato di ebbrezza moderata (se il tasso alcolemico supera “solo” gli 0,8 grammi per litroovvero l’incidente sia conseguito a specifiche violazioni del codice della strada particolarmente pericolose (ad esempio, consistente eccesso di velocità, guida contromano, attraversamento di incrocio con semaforo rosso, sorpasso su passaggio pedonale e inversione di marcia in punti a ridotta visibilità).

Specularmente viene introdotta anche la fattispecie di lesioni personali stradali, che riguarda però solo le lesioni gravi o gravissime. Rimane invariata la pena per il fatto base commesso con “mera” violazione del codice della strada; la sanzione viene notevolmente inasprita se il conducente guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l’effetto di droghe: è prevista, infatti, la reclusione da 3 a 5 anni per le lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. In ogni caso poi se il conducente si trova in stato di ebbrezza moderata (sopra la soglia di 0,8 g/l) o se ha causato l’incidente per via di condotte stradali pericolose (vedi sopra) scatta comunque la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per le lesioni gravi e da 2 a 4 anni per quelle gravissime.

Quindi nel caso di tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l ovvero a seguito di alcune specifiche infrazioni stradali, se ne è derivata un’offesa ad altri, si incorre nella reclusione di minimo 5 anni in caso di decesso e minimo 18 mesi nel caso di semplici lesioni, gravi o gravissime. Per coloro che guidano mezzi pesanti o trasportano persone (camionisti, autisti di autobus) l’aggravamento di pena scatta già in presenza dello stato d’ebbrezza “medio”, vale a dire con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. L’ebbrezza lieve (sopra 0,5 g/l ma inferiore a 0,8 g/l) non ha trovato rilevanza autonoma, con la conseguenza che potrà eventualmente rientrare nell’ipotesi base, rimanendo inalterato il trattamento punitivo rispetto al quadro previgente.

L’assetto normativo appare dunque fortemente inasprito con riguardo alle condotte che destano più allarme sociale: la deterrenza appare quindi il faro guida della riforma.

Dott.ssa Erica Vicentini